Doriana è una giovane studentessa universitaria.
Ama divertirsi, e fare le ore piccole.

Ma anche se va a letto tardi, non lo fa mai da sola: migliaia di ragazzi chattano ogni giorno con lei, cercando di scoprire i suoi segreti!

Cosa nasconderà questa ragazza dalle mille sorprese?

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Cronache di un Regalo Sbagliato ( 23 ottobre 2009 )

Felpe di flanella, ristampe di "Guerra e Pace" e radiosveglie cambiacolore: quando si tratta di fare regali, sembra non esserci davvero limite al cattivo gusto.
Come trovare l’uscita da questo labirinto in cui, ad ogni festa, siamo spinti sempre più giù?
Sprofondate tra le righe di questo piccolo bignami dell’Ipocrisia: una guida tanto semplice quanto essenziale per …sopravvivere alla giungla dei Regali Sbagliati!
Capitolo I: Delitto Perfetto (il Regalo… un po’ meno!)

L’unica certezza di fronte ad un Regalo Sbagliato, è che prima o poi …ne riceverete uno! O molti, se avete amici di merda siete proprio sfortunati!
L’errore più grande è quindi quello di non essere preparati, trasformando così una tranquilla serata con amici o parenti …in una strage in stile "Blu Notte"!
«È stato orribile – racconta Lady GaGa alla Polizia – stavo facendo la porcellina in terrazza, ed un attimo dopo, sembravo Topolina dopo uno stupro di gruppo…». [foto 1]
Contro un Regalo Sbagliato, non c’è spray al peperoncino che tenga: infatti, è proprio nei luoghi più affollati che i "Serial-Killer del Buon Gusto" scelgono le loro vittime.
Ed anche se la scena del crimine può variare, il movente è sempre lo stesso: un compleanno, una comunione, e nei casi più efferati …perfino il Natale!
L’arma del delitto { spesso ancora incartata } è abbandonata rigorosamente a pochi metri dal festeggiato. Un macabro rituale che si conclude ogni volta con lo stesso, tragico epilogo: il cestino dell’immondizia!
Capitolo II: Maschietto o femminuccia?

Ma qual è il perverso meccanismo che induce persone apparentemente normalissime…a scegliere regali così dannatamente sbagliati?
Una prima causa è senza dubbio la poca confidenza: le persone che devono essere invitate { ma di cui fareste volentieri a meno } è probabile che non conoscano i vostri gusti, e che cerchino qualcosa che sia il più possibile …indolore!
Ne sono vittime inconsapevoli soprattutto le zie, che condensano nei loro piccoli pacchettini sbagliati quella ricerca disperata per essere più di una semplice "parente"… non riusciendo tuttavia a diventare mai veramente "amiche".
Anche la fretta, o il poco preavviso, giocano un ruolo chiave nella genesi di un serial gifter.
Ma non è questo il nostro caso: un portaspazzolino a forma di balena è un regalo troppo sbagliato …per poter essere solamente frutto di un acquisto frettoloso!
Perfino per Valentina, la cavalla ragazza che nitrisce canta nella pubblicità della Tim… [foto 2]
Gli invitati insomma sono un po’ come dei bambini. Vanno seguiti mentre gattonano, gli va fatto fare il ruttino dopo l’omogeneizzato che ci hanno sputato addosso, e più di tutto …vanno indirizzati verso qualcosa che, anche se non proprio perfetto, sia quantomeno indossabile senza il rischio di saltare la fila al supermercato perché ci fa sembrare incinte…
Capitolo III: Il Regalo Sbagliato, questo (s)conosciuto

«Grazie… non dovevi, davvero!»

Traduzione: «Lo odio! Mi disgusta! Preferivo assistere alla colonscopia di mio nonno! Cancella il mio numero dalla rubrica! Da oggi siamo nemiche giurate!».
Se scegliere un regalo può essere un’impresa difficile e frustrante, fingere che il fermacarte-in-ottone-placcato-argento-a-forma-di-gufetto non risvegli in noi istinti suicidi può rivelarsi un compito ancora più arduo.
La prima cosa da evitare quando si fa un regalo, è il ben noto effetto-delusione. Per intenderci, quello che ci ha fatto uscire da "The Blair Witch Project" con la stessa aria disorientata di un sonnambulo che si risveglia in cucina …ma con sette euro e cinquanta in meno nel portafoglio!
«Sono sicura che ti piacerà!» è quindi una frase a doppio taglio, da maneggiare come fosse un candelotto di dinamite con la miccia accesa. Allo stesso modo «Ci ho messo tutto il giorno per sceglierlo!» fa sorgere spesso domande tanto maligne quanto spontanee come «Se ci mettevi cinque minuti cosa mi portavi allora?». Forse un paio di pinze-strizza-bustine-di-tè?! Oppure le cuffie-fatte-coi-capelli-di-Fergie? [foto 3]
Mah… a volte è meglio non sapere…

Capitolo IV: Il Bon Ton dei Regali
L’evoluzione ci ha fatto il meraviglioso dono di poter simulare un orgasmo, ma fingere di non provare disgusto quando riceviamo un regalo che sembra uscito dall’armadio di Sandra Milo [foto 4] è un’arte sottile che richiede una discreta abilità. Un sorriso a quarantadue denti tanto quanto un tick al sopracciglio, possono far trapelare il nostro bisogno impellente di un antiemetico!
Il Bon Ton dei Regali impone da tempo un rituale più o meno consolidato per sfuggire ai lunghi silenzi imbarazzanti che seguono l’apertura di questi inaspettati pacchi bomba.
Insomma, come disinnescare un Regalo Sbagliato? Dopo averlo estratto dalla busta, iniziate tagliando il nastro rosso che lo avvolge, e con molta delicatezza provvedete a rimuovere l’involucro di carta colorata che ne protegge il contenuto esplosivo.
Davanti a voi adesso c’è il ticchettio implacabile …dell’ennesimo Regalo Sbagliato!
Mostrarlo agli invitati è purtroppo obbligatorio, ma cercate di farlo con discrezione, senza alzarlo troppo: le persone ai tavoli accanto potrebbero ancora non aver finito di mangiare.
«Se non è della tua taglia… puoi sempre cambiarla!»
«Beh forse è un tantino stretta… "Verdana">»
Di fronte all’abominevole feticcio, cercate di trattenere le lacrime. Ma se proprio non ci riuscite, potrete sempre dire che sono di gioia…
«Spero che da – aggiungete il nome di un qualsiasi negozio-trash-vintage-pakistano a vostra scelta dove ci sono le ceste tutto-a-tre-euro – abbiano la taglia sopra!»
Traduzione: si, sono grassa, va bene!?
«No non ti preoccupare… nel caso ne scelgo un’altra… – silenzio – …no cioè comunque grazie davvero!»
Sublimate l’atmosfera aprendo subito un altro regalo, e pregando che, almeno questo, non sia Sbagliato!

Capitolo V: Tragico Epilogo
L’altro grande Mostro di ogni Regalo Sbagliato è trovare scuse plausibili per non indossare quel maglioncino a quadri misto acrilico che «anche se ora è estate, ti tiene tanto tanto caldo d’inverno! Visto che la Nonna a te ci pensa sempre?!». Cose da farci rimpiangere i tempi in cui ci lamentavamo delle bustine con scritto a lapis "Auguri di buon compleanno" e 50€ freschi freschi di pensione.
Bandite le abusatissime «He sì, oggi non ce l’ho perché è a lavare…» e l’ancor più patetica «Non lo porto per paura di sciuparlo!», già messa all’Indice da Papa Paolo IV nel 1558.

Anche in questo caso il Bon Ton ci viene incontro suggerendoci una strategia d’azione da seguire fin nei minimi dettagli. Invece di riporlo a spregio nell’angolo più buio dell’armadio { nella vana speranza che le tarme divorino quell’unico 2% di lana che non lo rende riciclabile alla plastica } lo si indossa la sera dopo averlo ricevuto.
Ricompare puntualmente al brunch della settimana successiva, per salutarci definitivamente alla Cresima del cuginetto, il mese dopo.

D’altronde indossare per tre volte un maglioncino che potrebbe essere scambiato per un sacchetto della spesa è già abbastanza difficile. E se è vero che a volte la situazione può richiedere un po’ di sacrificio, diventare martiri del cattivo gusto per un Regalo Sbagliato… non è proprio il caso!

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